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5,7 miliardi di nuova finanza per le PMI italiane: come funziona l’accordo tra CDP, MCC e FEI

  • 25 lug
  • Tempo di lettura: 4 min

Garanzie pubbliche e controgaranzie europee per facilitare l’accesso al credito di oltre 26.000 imprese

accordo tra CDP, MCC e FEI

Una nuova operazione finanziaria punta a mobilitare 5,7 miliardi di euro di finanziamenti a favore di oltre 26.000 piccole e medie imprese italiane.

L’intervento nasce dall’accordo sottoscritto tra Cassa Depositi e Prestiti – CDP, Mediocredito Centrale – MCC e il Fondo europeo per gli investimenti – FEI, con il sostegno del programma europeo InvestEU.

È importante chiarirlo fin da subito: non si tratta di un nuovo bando né di un contributo a fondo perduto. L’obiettivo dell’operazione è aumentare la capacità del sistema bancario di concedere finanziamenti alle PMI, attraverso un articolato sistema di garanzie e controgaranzie pubbliche.


Come funziona il nuovo meccanismo

La struttura dell’accordo prevede diversi livelli di intervento.

Il FEI mette a disposizione di CDP 75 milioni di euro. CDP utilizzerà queste risorse per fornire controgaranzie fino a 3 miliardi di euro al Fondo di Garanzia per le PMI, gestito da Mediocredito Centrale per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Grazie a questa copertura, il sistema bancario dovrebbe essere in grado di erogare complessivamente circa 5,7 miliardi di euro di nuovi finanziamenti.

In termini semplificati, il meccanismo può essere rappresentato nel modo seguente:

FEI → CDP → Fondo di Garanzia per le PMI → banche e intermediari finanziari → imprese

La garanzia pubblica non sostituisce il finanziamento bancario e non comporta l’erogazione diretta di somme da parte dello Stato. La sua funzione è quella di ridurre il rischio sostenuto dalla banca, facilitando così l’accesso al credito da parte delle imprese.


Un effetto leva stimato in 76 volte

Uno degli aspetti più significativi dell’operazione è il cosiddetto effetto leva.

A fronte dei 75 milioni di euro messi inizialmente a disposizione dal FEI, il sistema di garanzie e controgaranzie dovrebbe consentire l’attivazione di finanziamenti bancari per 5,7 miliardi di euro.

L’effetto leva stimato è quindi pari a circa 76 volte le risorse iniziali.

Si tratta di un modello tipico degli strumenti pubblici di garanzia: le risorse istituzionali non vengono utilizzate per finanziare direttamente ogni singola impresa, ma per coprire una parte del rischio di credito assunto dagli istituti finanziatori.

In questo modo, una dotazione pubblica relativamente contenuta può sostenere un volume molto più elevato di prestiti.


Oltre 11 miliardi di finanziamenti complessivi

Il nuovo accordo si inserisce in una collaborazione già avviata nel 2023 tra CDP, Mediocredito Centrale e FEI.

Il precedente intervento, diventato operativo nel 2024, sta contribuendo all’attivazione di oltre 5 miliardi di euro di finanziamenti a favore di circa 68.000 aziende.

Con la nuova operazione, il volume complessivo delle risorse mobilitate dovrebbe superare gli 11 miliardi di euro, con un impatto potenziale su più di 90.000 PMI italiane.

L’obiettivo dichiarato è rafforzare la crescita, la competitività e la capacità di investimento del tessuto produttivo italiano, composto in larga parte proprio da imprese di piccole e medie dimensioni.


Quali imprese potranno beneficiarne

L’articolo che anticipa l’operazione non contiene ancora tutti i dettagli applicativi. Sarà necessario attendere le comunicazioni ufficiali e le disposizioni operative per conoscere con precisione:

  • l’importo minimo e massimo dei finanziamenti;

  • le percentuali di garanzia applicabili;

  • la durata delle operazioni;

  • le finalità finanziabili;

  • le banche e gli intermediari aderenti;

  • le eventuali condizioni economiche agevolate;

  • i requisiti finanziari e dimensionali richiesti alle imprese.

Il nuovo accordo dovrebbe comunque ampliare l’accesso al credito per le PMI che presentano programmi di investimento, esigenze di liquidità o progetti di crescita, ma che non dispongono di garanzie proprie sufficienti per ottenere un finanziamento alle normali condizioni di mercato.

Come per tutti gli strumenti garantiti, la presenza della garanzia pubblica non elimina la valutazione bancaria. L’impresa dovrà continuare a dimostrare una capacità economica e finanziaria compatibile con il rimborso del prestito.

La garanzia potrà però ridurre il rischio per la banca e rendere finanziabili operazioni che, in assenza di copertura, potrebbero risultare più difficili da approvare.


Aumenta l’importo massimo dei finanziamenti ammissibili

Tra le novità annunciate vi è anche l’incremento dell’importo massimo dei finanziamenti che potranno beneficiare della copertura del Fondo di Garanzia.

Questa modifica potrebbe rendere lo strumento utilizzabile non soltanto per interventi di dimensione contenuta, ma anche per programmi di investimento più strutturati e finanziariamente rilevanti.

L’aumento delle soglie potrebbe quindi ampliare sia il numero delle imprese beneficiarie sia la dimensione media delle operazioni finanziabili.


Non un contributo, ma uno strumento di finanza ordinaria garantita

La distinzione tra contributo pubblico e finanziamento garantito è fondamentale.

Nel caso di un contributo a fondo perduto, una parte della spesa sostenuta dall’impresa viene rimborsata e non deve essere restituita.

Nel caso del nuovo accordo CDP–MCC–FEI, invece, l’impresa riceverà un finanziamento bancario che dovrà essere regolarmente rimborsato, secondo il piano di ammortamento concordato con l’istituto finanziatore.

L’agevolazione consiste principalmente nella presenza della garanzia pubblica, che può:

  • ridurre la necessità di garanzie personali o reali;

  • facilitare l’approvazione del finanziamento;

  • aumentare l’importo potenzialmente concedibile;

  • migliorare, in alcuni casi, le condizioni economiche dell’operazione;

  • sostenere imprese con programmi di investimento considerati validi ma caratterizzati da un profilo di rischio più complesso.


Prepararsi prima dell’apertura operativa

In attesa delle disposizioni definitive, le PMI interessate possono già iniziare a predisporre la documentazione necessaria per affrontare correttamente il confronto con il sistema bancario.

In particolare, sarà utile verificare:

  • l’andamento economico e finanziario dell’impresa;

  • la sostenibilità dell’indebitamento;

  • la regolarità contributiva e fiscale;

  • la qualità del business plan;

  • la coerenza tra l’importo richiesto e il programma di investimento;

  • la capacità prospettica di generare flussi di cassa;

  • la presenza di eventuali segnalazioni o criticità nella Centrale dei Rischi.

La garanzia pubblica può facilitare l’accesso al credito, ma non può compensare un dossier incompleto o una struttura finanziaria non sostenibile.


Il supporto di Italiano & Partners

Italiano & Partners assiste le imprese nella valutazione e nella strutturazione di operazioni di finanza ordinaria e agevolata, attraverso un approccio integrato che comprende analisi finanziaria, pianificazione strategica e predisposizione della documentazione necessaria per il dialogo con banche e intermediari.

Con riferimento al nuovo accordo tra CDP, MCC e FEI, lo Studio monitorerà la pubblicazione delle disposizioni operative e delle condizioni applicabili, al fine di individuare le opportunità concretamente accessibili alle PMI.

L’obiettivo non è limitarsi all’individuazione dello strumento, ma accompagnare l’impresa nella costruzione di un dossier finanziario coerente, sostenibile e presentabile al sistema bancario.

 
 
 

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