Sistemi di accumulo energetico: perché i BESS stanno diventando strategici per imprese e Pubblica Amministrazione
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Dall’integrazione del fotovoltaico alla riduzione dei costi energetici: lo sviluppo dello storage apre nuove opportunità industriali e finanziarie
La crescita delle fonti rinnovabili sta modificando profondamente il funzionamento del sistema energetico italiano. L’aumento della produzione da fotovoltaico ed eolico, per loro natura non programmabili, rende sempre più importante la capacità di immagazzinare l’energia prodotta nei momenti di maggiore disponibilità e utilizzarla quando il sistema, un’impresa o una struttura pubblica ne hanno effettivamente bisogno.
In questo scenario, i sistemi BESS, Battery Energy Storage Systems, non rappresentano più soltanto una componente accessoria degli impianti fotovoltaici, ma una vera e propria infrastruttura strategica.

Per le imprese possono significare maggiore autoconsumo, riduzione dei picchi di prelievo dalla rete, contenimento dei costi energetici e maggiore continuità operativa. Per la Pubblica Amministrazione possono invece diventare strumenti di efficientamento di scuole, ospedali, impianti idrici e altre infrastrutture pubbliche. Su scala nazionale, infine, gli accumuli contribuiscono alla stabilizzazione della rete e a una maggiore integrazione dell’energia prodotta da fonti rinnovabili.
Perché lo storage diventa sempre più importante
La progressiva elettrificazione dei consumi e l’aumento della produzione rinnovabile rendono necessario un sistema energetico sempre più flessibile.
Il fotovoltaico, ad esempio, concentra una parte rilevante della propria produzione durante le ore centrali della giornata, che non necessariamente coincidono con quelle di maggiore domanda. Lo storage consente di trasferire nel tempo l’utilizzo di questa energia, riducendo gli sprechi e aumentando la capacità di autoconsumo.
Il principio è relativamente semplice: accumulare energia quando è disponibile e utilizzarla quando il suo valore economico o industriale è maggiore.
Da questa funzione nascono modelli di business molto differenti a seconda che il sistema di accumulo venga installato al servizio di un’impresa oppure venga realizzato come vera e propria centrale energetica connessa alla rete.
Behind-the-Meter e Utility-Scale: due modelli differenti
Una prima distinzione fondamentale riguarda i sistemi Behind-the-Meter, generalmente installati direttamente presso stabilimenti industriali, strutture commerciali o immobili pubblici.
In questo caso il BESS viene utilizzato principalmente per incrementare l’autoconsumo dell’energia fotovoltaica prodotta, ridurre i picchi di prelievo dalla rete attraverso il cosiddetto peak shaving e migliorare la gestione complessiva dei consumi energetici.
Per alcune realtà produttive può inoltre contribuire alla continuità e alla qualità dell’alimentazione elettrica.
Diversa è la funzione dei sistemi Front-of-the-Meter o Utility-Scale, ossia centrali di accumulo connesse direttamente alla rete elettrica.
Questi impianti possono operare sui mercati energetici, acquistando e accumulando energia nelle ore caratterizzate da maggiore disponibilità e rendendola disponibile successivamente, oltre a fornire servizi utili alla stabilità e al bilanciamento della rete.
La distinzione è fondamentale perché cambiano profondamente il modello economico, la struttura finanziaria, il percorso autorizzativo e il profilo degli investitori coinvolti.
Il BESS industriale come strumento di gestione dei costi
Per un’impresa, la valutazione di un sistema di accumulo dovrebbe partire innanzitutto dall’analisi dei propri consumi.
Occorre comprendere quando viene utilizzata l’energia, quali siano i principali picchi di assorbimento, quanto produca l’eventuale impianto fotovoltaico, quale quota dell’energia prodotta venga già autoconsumata e quanta venga invece immessa in rete.
Solo successivamente è possibile determinare correttamente la dimensione e la configurazione del sistema di accumulo.
La realizzazione del progetto richiede quindi un percorso che comprende diagnosi e dimensionamento, verifica dell’iter autorizzativo, analisi della connessione alla rete, scelta della tecnologia, procurement, finanziamento, installazione e successiva attività di Operation & Maintenance.
Particolarmente interessante è il caso delle aziende energivore o caratterizzate da consumi fortemente variabili nel corso della giornata.
In queste situazioni il rendimento economico dell’investimento può derivare dalla combinazione di diversi benefici: maggiore autoconsumo, peak shaving, ottimizzazione degli acquisti di energia e valorizzazione dell’asset nel lungo periodo.
È il principio del cosiddetto revenue stacking, ossia la possibilità di costruire la sostenibilità economica del progetto attraverso più fonti di beneficio o di ricavo.
Il ruolo degli incentivi e della finanza agevolata
La sostenibilità degli investimenti in fotovoltaico e storage può essere significativamente influenzata dalla presenza di strumenti di incentivazione e sostegno pubblico.
Per le imprese, l’integrazione dei sistemi di accumulo all’interno di più ampi progetti di autoproduzione ed efficientamento energetico può consentire, ove ricorrano i requisiti previsti dalle singole misure, di migliorare sensibilmente il rendimento finanziario dell’investimento.
Per questo motivo l’analisi delle agevolazioni non dovrebbe avvenire successivamente alla definizione tecnica del progetto, ma essere integrata già nella fase iniziale di pianificazione.
La struttura dell’investimento deve essere costruita valutando contemporaneamente caratteristiche tecniche, risparmi energetici attesi, strumenti agevolativi disponibili, modalità di finanziamento e tempi di ritorno del capitale.
MACSE e grandi centrali di accumulo
Per gli impianti utility-scale assume particolare importanza il MACSE, il Meccanismo di Approvvigionamento di Capacità di Stoccaggio Elettrico.
Il sistema è finalizzato a sostenere lo sviluppo di nuova capacità di accumulo necessaria al funzionamento del sistema elettrico, attraverso meccanismi competitivi e contratti di lungo periodo.
La possibilità di rendere maggiormente prevedibili i flussi economici di un impianto rappresenta un elemento particolarmente rilevante dal punto di vista finanziario, perché può contribuire a ridurre il rischio dell'investimento e facilitarne la bancabilità.
È anche per questo motivo che lo storage sta diventando progressivamente interessante non soltanto per gli operatori industriali tradizionali, ma anche per fondi infrastrutturali, investitori istituzionali, sviluppatori energetici e operatori finanziari.
Come finanziare un progetto BESS
La struttura finanziaria dipende innanzitutto dalla dimensione e dalla natura del progetto.
Per un sistema installato presso uno stabilimento industriale possono essere utilizzati finanziamenti corporate, leasing o altre forme di indebitamento, nelle quali il rimborso viene sostenuto anche grazie ai risparmi energetici prodotti dall'investimento.
Un'altra soluzione è rappresentata dai modelli ESCo o As-a-Service, nei quali un soggetto terzo finanzia, realizza e gestisce l'impianto, mentre l'impresa beneficia almeno in parte dei risparmi generati senza sostenere direttamente l'intero investimento iniziale.
Per le grandi centrali di accumulo può invece diventare maggiormente appropriato il ricorso al Project Finance, soprattutto quando il progetto dispone di flussi di ricavo sufficientemente prevedibili.
Accanto al finanziamento bancario possono inoltre essere utilizzati equity, private debt, minibond e altri strumenti di finanza complementare, anche nelle fasi di sviluppo che precedono la piena cantierabilità dell'asset.
La bancabilità di un BESS dipende pertanto non soltanto dal valore della tecnologia, ma dalla capacità dell'intero progetto di generare nel tempo flussi economici sostenibili.
Dalla tecnologia al progetto bancabile
Acquistare una batteria non significa automaticamente avere costruito un investimento sostenibile.
Un progetto BESS richiede infatti un'attenta valutazione dell'iter autorizzativo, delle condizioni di connessione alla rete, della sicurezza dell'impianto, della tecnologia utilizzata, delle garanzie sulle performance delle batterie e del loro progressivo degradamento.
Particolare attenzione deve essere riservata alla durata delle batterie e alle garanzie offerte dai produttori, oltre che alla corretta gestione dei sistemi di sicurezza e prevenzione. Anche i tempi di connessione alla rete possono rappresentare uno degli elementi maggiormente critici nello sviluppo del progetto.
Una banca o un investitore, quindi, non valuta esclusivamente il costo del sistema di accumulo. Analizza l'intero asset: autorizzazioni, connessione, tecnologia, contratti EPC e O&M, struttura dei ricavi, solidità delle controparti, incentivi disponibili e capacità del progetto di produrre flussi di cassa adeguati.
Il ruolo di Italiano & Partners
Italiano & Partners sta accompagnando imprese, sviluppatori e altri stakeholder del settore energetico nella strutturazione di progetti BESS attraverso un approccio integrato legale, strategico e finanziario. L'attività comprende il supporto nell'analisi del quadro autorizzativo e contrattuale, nella definizione del modello industriale e della struttura dell'operazione, nell'individuazione di incentivi e strumenti di finanza agevolata e nella costruzione di soluzioni di finanziamento attraverso banche, investitori e operatori finanziari. L'obiettivo è accompagnare il progetto dalla fase di valutazione iniziale fino alla sua strutturazione come investimento concretamente realizzabile, sostenibile e bancabile.
Lo storage come nuova infrastruttura industriale
La vera trasformazione in corso riguarda il ruolo stesso dell'energia all'interno delle strategie aziendali.
Fotovoltaico, sistemi di accumulo, efficienza energetica, incentivi e strumenti finanziari non possono più essere valutati separatamente.
Per un'impresa, decidere di investire in un BESS significa valutare contemporaneamente il proprio profilo di consumo, il costo dell'energia, gli investimenti industriali programmati, il costo del capitale e il rendimento atteso dell'operazione.
Per uno sviluppatore significa invece costruire un asset autorizzato, tecnicamente affidabile, connesso alla rete e dotato di una struttura economica sufficientemente solida da attrarre capitale.
È proprio dall'integrazione tra energia, strategia, diritto e finanza che può nascere una nuova generazione di infrastrutture capaci di sostenere la competitività delle imprese e, allo stesso tempo, contribuire alla trasformazione del sistema energetico italiano.



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