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Come si calcola il nuovo Iperammortamento 2026–2028 per investimenti in beni strumentali 4.0

L’Iperammortamento rappresenta una misura fiscale di particolare interesse per le imprese che investono in beni strumentali tecnologicamente avanzati riconducibili al paradigma 4.0. A differenza dei crediti d’imposta, questa agevolazione non genera un beneficio immediato in forma di compensazione, ma opera attraverso un incremento del costo fiscalmente riconosciuto del bene, con effetti progressivi nel tempo mediante maggiori quote deducibili. Comprendere la struttura degli scaglioni, le percentuali di maggiorazione e le condizioni di accesso è essenziale per pianificare correttamente gli investimenti e stimare l’impatto sul carico fiscale complessivo.

Iperammortamento

Come funziona l’Iperammortamento

L’Iperammortamento incide sulla base imponibile ai fini delle imposte sui redditi (IRES/IRPEF) mediante variazioni in diminuzione, aumentando il valore fiscalmente ammortizzabile del bene rispetto al costo sostenuto. La contabilità civilistica rimane invariata: il bene viene iscritto in bilancio al costo effettivo e ammortizzato secondo i coefficienti ordinari; la maggiorazione opera esclusivamente in sede fiscale.

Il vantaggio economico deriva dalla possibilità di dedurre, nel corso degli anni, quote di ammortamento (o canoni di leasing) calcolate su un valore più elevato. Ne risulta una riduzione dell’imponibile e, di conseguenza, delle imposte dovute nei singoli esercizi, in funzione della capacità dell’impresa di generare redditi imponibili.


Periodo di applicazione e massimale

Il nuovo Iperammortamento si applica agli investimenti effettuati nel periodo dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, fino a un massimo complessivo di 20 milioni di euro per impresa, secondo una logica a scaglioni. La disciplina prevede, inoltre, specifiche condizioni relative all’origine dei beni agevolabili e alle modalità di accesso tramite procedure telematiche.


Beni agevolabili e requisiti 4.0

L’agevolazione riguarda beni strumentali nuovi coerenti con i requisiti tecnici previsti per gli investimenti 4.0 e, in particolare, riconducibili agli allegati previsti dalla normativa di riferimento. In termini sostanziali, il perimetro agevolabile richiede che i beni siano idonei a processi produttivi digitalizzati e che risultino interconnessi ai sistemi aziendali.

La verifica dei requisiti tecnici, l’interconnessione e la corretta classificazione del bene rappresentano passaggi determinanti per l’accesso e la tenuta documentale dell’agevolazione.


Le percentuali di maggiorazione (struttura a scaglioni)

La maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto è articolata in tre fasce:

  • Investimenti fino a 2,5 milioni di euro: maggiorazione +180%

  • Investimenti oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro: maggiorazione +100%

  • Investimenti oltre 10 milioni e fino a 20 milioni di euro: maggiorazione +50%

La progressività comporta che l’investimento complessivo debba essere ripartito tra gli scaglioni, applicando a ciascuna quota la percentuale prevista per quella fascia.


Come si calcola il beneficio fiscale

L’Iperammortamento produce una deduzione extra pari alla differenza tra il valore fiscalmente maggiorato e il costo effettivo del bene. In una società soggetta a IRES, una stima del beneficio complessivo “a regime” può essere effettuata applicando l’aliquota IRES alla deduzione extra generata dalla maggiorazione.

In termini di intensità teorica del beneficio (da intendersi come ordine di grandezza complessivo, distribuito negli anni), si ottengono le seguenti incidenze:

  • maggiorazione +180% → beneficio teorico pari a 43,2% del costo (1,8 × 24%)

  • maggiorazione +100% → beneficio teorico pari a 24% del costo (1,0 × 24%)

  • maggiorazione +50% → beneficio teorico pari a 12% del costo (0,5 × 24%)

Tali valori assumono che l’impresa abbia capienza imponibile sufficiente a utilizzare integralmente le maggiori deduzioni nel tempo.


Esempi di calcolo

Investimento entro 2,5 milioni di euro

Si ipotizzi un investimento di 1.000.000 euro in un bene 4.0.

  • Maggiorazione: 180%

  • Valore fiscalmente riconosciuto: 1.000.000 × (1 + 1,8) = 2.800.000 euro

  • Deduzione extra: 2.800.000 − 1.000.000 = 1.800.000 euro

  • Risparmio IRES stimato (24%): 1.800.000 × 24% = 432.000 euro

Il beneficio si distribuisce nel tempo tramite quote di ammortamento fiscalmente maggiorate, secondo la durata di ammortamento del bene o del contratto di leasing.

Investimento tra 2,5 e 10 milioni di euro

Si ipotizzi un investimento di 6.000.000 euro.

  • Quota 1: 2.500.000 euro con maggiorazione 180%

    • Deduzione extra: 2.500.000 × 1,8 = 4.500.000 euro

    • Risparmio IRES stimato: 4.500.000 × 24% = 1.080.000 euro

  • Quota 2: 3.500.000 euro con maggiorazione 100%

    • Deduzione extra: 3.500.000 × 1,0 = 3.500.000 euro

    • Risparmio IRES stimato: 3.500.000 × 24% = 840.000 euro

Risparmio totale stimato: 1.080.000 + 840.000 = 1.920.000 euro

Investimento tra 10 e 20 milioni di euro

Si ipotizzi un investimento di 12.000.000 euro.

  • Quota 1: 2.500.000 euro con maggiorazione 180%

    • Risparmio IRES stimato: 1.080.000 euro

  • Quota 2: 7.500.000 euro con maggiorazione 100%

    • Deduzione extra: 7.500.000 euro

    • Risparmio IRES stimato: 7.500.000 × 24% = 1.800.000 euro

  • Quota 3: 2.000.000 euro con maggiorazione 50%

    • Deduzione extra: 2.000.000 × 0,5 = 1.000.000 euro

    • Risparmio IRES stimato: 1.000.000 × 24% = 240.000 euro

Risparmio totale stimato: 1.080.000 + 1.800.000 + 240.000 = 3.120.000 euro


Considerazioni di pianificazione fiscale

L’Iperammortamento richiede una valutazione attenta della dinamica temporale del beneficio. Trattandosi di un vantaggio legato a maggiori deduzioni, l’effetto economico si realizza solo in presenza di imponibili futuri capienti. In caso di risultati fiscali negativi o marginali, la misura potrebbe risultare meno efficace rispetto ad altre forme di incentivo.

Ulteriore elemento rilevante è il coordinamento documentale: la corretta individuazione del bene, la dimostrazione dei requisiti 4.0 e l’interconnessione devono essere gestite con rigore, sia per l’accesso sia per la sostenibilità dell’agevolazione in caso di controlli.


Il nuovo Iperammortamento costituisce uno strumento fiscale potenzialmente incisivo per sostenere investimenti in beni strumentali 4.0, grazie a una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto che può tradursi in un risparmio rilevante sulle imposte sui redditi. La progressività per scaglioni consente di modulare l’intensità dell’incentivo in funzione dell’entità dell’investimento, concentrando i maggiori benefici sulle prime fasce.

Per massimizzare l’efficacia della misura è necessario pianificare l’investimento considerando: inquadramento tecnico del bene, requisiti e interconnessione, tempistiche di effettuazione e capienza fiscale prospettica.

 
 
 

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