ISMEA Investe 2026: guida operativa al bando.
- Riccardo Italiano
- 10 gen
- Tempo di lettura: 3 min
ISMEA Investe è una misura pensata per sostenere investimenti strutturati nel settore agricolo e agroalimentare. Non è un bando “da piccoli interventi”: la dimensione minima e massima dell’investimento lo rende adatto a imprese che stanno valutando un salto di scala su impianti, trasformazione, logistica, innovazione o crescita organizzativa.
Questa guida riassume come funziona, chi può accedere, quali sono le due strade disponibili e quali sono gli errori che bloccano la domanda.

1) A cosa serve e quali progetti riguarda
ISMEA Investe sostiene progetti di investimento finalizzati a:
crescita e consolidamento dell’impresa
potenziamento della capacità produttiva o di trasformazione
miglioramento tecnologico e organizzativo
sviluppo di infrastrutture funzionali alla filiera agroalimentare
La misura è pensata per investimenti di importo rilevante, quindi è particolarmente coerente con progetti che richiedono pianificazione, tempi di realizzazione e una struttura economica definita.
2) Quanto si può chiedere
Il progetto deve avere una dimensione compresa tra:
2 milioni di euro (minimo)
20 milioni di euro (massimo)
Questo vincolo è decisivo: prima di ragionare su qualsiasi impostazione, conviene verificare che l’investimento sia effettivamente in questo intervallo e che le spese previste siano coerenti con la finalità del progetto.
3) Le due modalità: FAG e FCM
Il bando prevede due strade alternative.
A) FAG — Finanziamento a condizioni agevolate ISMEA investe
È un finanziamento con condizioni agevolate rispetto al mercato, dedicato a sostenere il progetto con una struttura di rimborso di medio-lungo periodo.
Caratteristiche generali:
tasso agevolato
durata pluriennale
erogazione collegata all’avanzamento del progetto
È la strada tipicamente scelta da imprese che cercano uno strumento “classico” di finanza per investimenti.
B) FCM — Intervento a condizioni di mercato
È un intervento di ISMEA a condizioni di mercato, che può assumere forme diverse (ad esempio ingresso temporaneo nel capitale o strumenti finanziari assimilabili), con una permanenza limitata nel tempo.
Caratteristiche generali:
importo significativo (sempre nel perimetro 2–20 milioni)
presenza di apporti privati (ISMEA non sostituisce i privati)
durata dell’intervento definita con meccanismi di uscita
Nota pratica: in alcuni casi, l’accesso a determinate forme di intervento può richiedere requisiti specifici legati alla struttura societaria.
4) Chi può partecipare
In sintesi, la misura è rivolta a imprese del comparto agricolo e agroalimentare organizzate in forma societaria.
In particolare, risultano coerenti con la misura:
imprese attive nella produzione agricola e/o nella trasformazione e commercializzazione dei prodotti
cooperative e forme aggregate
realtà che gestiscono attività funzionali alla filiera (anche logistica e distribuzione), in presenza di specifici requisiti legati alla compagine e alla natura dell’attività
Come in tutte le misure pubbliche, è richiesto che l’impresa sia regolarmente costituita, operativa e in possesso dei requisiti generali previsti (regolarità e assenza di cause ostative).
5) Quando e come si presenta la domanda
La domanda si presenta esclusivamente online attraverso il portale dedicato.
Finestra temporale:
apertura: 8 gennaio 2026
chiusura: 15 maggio 2026
Aspetto decisivo: è una procedura a sportello, quindi l’ordine temporale di invio/convalida della domanda ha un peso determinante nel processo di lavorazione.
6) La regola più importante: domanda completa, senza errori
ISMEA Investe è una misura in cui gli errori formali e documentali costano caro.
I punti da tenere fermi:
la domanda va presentata con tutti gli allegati richiesti, nel formato corretto
i documenti devono essere coerenti tra loro (investimenti, tempi, costi, coperture e previsioni)
una documentazione incompleta o errata può rendere la domanda non ricevibile o non valutabile
Inoltre, è fondamentale non generare confusione amministrativa con invii ripetuti o impostazioni non allineate: l’operatività dello sportello premia chi si muove con ordine e precisione.
7) Lo “studio di fattibilità”: il cuore della domanda
Il documento centrale della domanda è lo studio di fattibilità, perché è ciò che permette a ISMEA di capire se:
l’investimento è chiaro e realizzabile
i tempi sono plausibili
l’iniziativa ha senso rispetto al mercato di riferimento
le previsioni economiche e finanziarie sono coerenti
Non serve scrivere un romanzo: serve un documento leggibile, completo e con numeri che tornano.
Conclusione
ISMEA Investe 2026 è un’opportunità interessante per imprese agricole e agroalimentari che stanno pianificando investimenti importanti. Ma è una misura che premia disciplina operativa: taglia corretta del progetto, scelta della linea (FAG o FCM), documenti ordinati, coerenza tra piano e numeri, rispetto dei tempi dello sportello.
Se il progetto è reale e ben impostato, lo strumento può diventare una leva concreta per accelerare investimenti che altrimenti richiederebbero tempi più lunghi o condizioni meno favorevoli.



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