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- Credito d’Imposta MASE per materiali di recupero: un’opportunità concreta per le imprese che investono nell’economia circolare
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha definito tempi e modalità per l’accesso al credito d’imposta relativo alle spese sostenute nel 2024 per l’acquisto di materiali provenienti da processi di recupero e riciclo. Una misura che si inserisce nel quadro delle politiche di riduzione dell’impatto ambientale e di promozione della circular economy, con l’obiettivo di orientare le imprese verso imballaggi e materiali più evoluti dal punto di vista ambientale. Chi può accedere al Credito d’Imposta MASE L’agevolazione è rivolta a tutte le imprese che, nel corso del 2024, hanno acquistato prodotti o imballaggi: realizzati con materiali ottenuti dalla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica, biodegradabili e compostabili conformi alla normativa UNI EN 13432:2002 , derivanti dalla raccolta differenziata di carta, alluminio e vetro . Il credito d’imposta non è legato a un settore specifico: l’accesso è aperto a realtà industriali, commerciali, artigiane e logistiche che impiegano packaging o componenti basati su materiali riciclati o compostabili. Importo del contributo L’agevolazione prevede: credito d’imposta pari al 36% delle spese sostenute e documentate nel 2024, fino a un massimo di 20.000 euro per impresa, nel limite complessivo di 5 milioni di euro disponibili. Lo strumento intende favorire scelte responsabili nelle forniture e negli imballaggi, stimolando la trasformazione delle supply chain e l’investimento in soluzioni più efficienti dal punto di vista ambientale.
- PNRR e Comunità Energetiche Rinnovabili: entusiasmo, confusione e un finale anticipato
Il punto dopo la comunicazione del MASE e del GSE sul raggiungimento della milestone di 1,7 GW e sulla drastica riduzione della dotazione finanziaria La pubblicazione, venerdì 21 novembre, del comunicato del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e il successivo post su LinkedIn del Presidente del GSE, Paolo Arrigoni, hanno generato una reazione immediata nel settore: entusiasmo da una parte per il raggiungimento dell’obiettivo previsto dal PNRR, sconcerto e disorientamento dall’altra per la rimodulazione improvvisa della dotazione economica dedicata alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). La linea di investimento M2C2 – investimento 1.2 , inizialmente dotata di 2,2 miliardi di euro , è stata infatti ridotta a 795,5 milioni . Una revisione drastica, giustificata con il raggiungimento dei 1.730 MW di potenza target (superati a quota 1.759,7 MW secondo il dato comunicato dal GSE), ma che di fatto produce un effetto immediato: la chiusura anticipata del margine finanziario disponibile e l’incertezza sulla possibilità di presentare ulteriori domande fino alla scadenza prevista del 30 novembre . La domanda centrale Abbiamo esaurito lo stock della potenza rendicontabile ai fini del PNRR o semplicemente raggiunto la milestone, lasciando ancora margine residuo sulle risorse disponibili? La comunicazione istituzionale non lo chiarisce. Sul tavolo restano due interpretazioni: stop immediato dopo il raggiungimento del target di potenza, indipendentemente dalla scadenza ufficiale; possibilità teorica di presentare candidature fino al 30 novembre , usufruendo dei circa 23 milioni residui e di eventuali scorrimenti futuri. Secondo una fonte del Ministero, un chiarimento ufficiale arriverà nei prossimi giorni. Nel frattempo viene consigliato ai soggetti che hanno già sostenuto costi per la predisposizione delle domande di procedere comunque alla presentazione entro la scadenza: “le candidature rimarranno in lista d’attesa e potranno essere finanziate successivamente”. Una logica che rimette la speranza al centro di un meccanismo che avrebbe invece necessitato di certezza procedurale. Un percorso normativo tortuoso e una comunicazione insufficiente per le Comunità Energetiche Rinnovabili Era noto da tempo, come anticipato dalla Direttrice del MASE Stefania Crotta già a marzo e poi ribadito a giugno, che il vero obiettivo fosse diventato quello della potenza realizzata, e non più dell’utilizzo integrale dei 2,2 miliardi. Considerati i tempi autorizzativi e di connessione, la milestone sui MW era ritenuta più realistica. Tuttavia mai era stato formalizzato che al raggiungimento di 1,7 GW si sarebbe verificata una chiusura di fatto anticipata della misura. Inoltre, una prima rimodulazione di ottobre parlava di un taglio di 1 miliardo, lasciando presumere una disponibilità residua di 1,2 miliardi, sufficiente per rassicurare gli operatori rispetto alla scadenza del 30 novembre. Nessun segnale lasciava immaginare un ridimensionamento così severo. Il risultato è un cortocircuito comunicativo che genera frustrazione: per chi ha pianificato investimenti e programmazioni tecniche, per gli enti locali che hanno avviato progetti complessi, per professionisti e consulenti coinvolti nel percorso delle CER. Le reazioni: tra sarcasmo, amarezza e mancanza di fiducia Le reazioni sui social sono state immediate e dure.C’è chi parla dell’ennesima dimostrazione che in Italia le regole cambiano mentre la partita è in corso, minando la credibilità delle istituzioni e la fiducia negli strumenti pubblici.C’è chi denuncia che il risultato finale potrebbe favorire indirettamente gli incumbent del sistema elettrico.Qualcuno sottolinea che la pagina del MASE indica “almeno 1.730 MW”, suggerendo una soglia minima e non massima.Altri richiamano la pagina del GSE dove risulta ancora attiva la possibilità di candidatura fino al 30 novembre, con la dicitura: “fatto salvo il preventivo esaurimento delle risorse pari a 2,2 miliardi” . La realtà è che oggi nessuno dispone di una regola univoca . Considerazioni finali Quello che emerge con chiarezza è che: il raggiungimento della milestone PNRR è un risultato positivo per il sistema Paese; il meccanismo di comunicazione, gestione e trasparenza della misura è stato invece un punto debole critico; la mancanza di chiarezza genera rallentamenti, sfiducia e incertezza negli investitori e nei territori, in un momento in cui le CER dovrebbero essere uno strumento strategico di politica energetica e sociale. Nell’attesa dei chiarimenti ufficiali, resta valida una sola indicazione pragmatica: presentare la domanda entro il 30 novembre , anche in caso di risorse apparentemente esaurite, per garantirsi una posizione utile in eventuali scorrimenti futuri. Un finale anticipato che lascia più domande che risposte: la speranza è che il Paese riesca a fare un passo oltre la logica dell’emergenza comunicativa e verso una programmazione stabile e prevedibile.
- Voucher Formativo Aziendale Lombardia 2026: riapre lo sportello per formazione e transizione industriale
La Regione Lombardia ha confermato la riapertura dello sportello dedicato al voucher formativo aziendale per la transizione industriale e l’innovazione sostenibile, con l’edizione 2026 dell’avviso pubblico. Il Decreto n. 15329 del 29 ottobre 2025 introduce alcune modifiche significative rispetto alle precedenti edizioni, con l’obiettivo di rafforzare l’aggiornamento delle competenze dei lavoratori e sostenere le imprese nel percorso verso trasformazione digitale, riduzione degli impatti ambientali e miglioramento dei processi produttivi. Destinatari del voucher formativo aziendale Il voucher è rivolto a: Micro, piccole e medie imprese (MPMI) regolarmente costituite e attive nel Registro Imprese, con sede operativa in Lombardia. Lavoratori autonomi e liberi professionisti con partita IVA. Lavoratori destinatari della formazione tra cui: dipendenti a tempo determinato e indeterminato, soci-lavoratori di cooperative, collaboratori di imprese familiari, artigiani e titolari d’impresa. Caratteristiche dell’agevolazione La misura prevede un contributo a fondo perduto utilizzabile per corsi presenti nel Catalogo competenze per la transizione industriale e la sostenibilità . Elemento Valore Voucher per singolo lavoratore fino a 4.000 € annui Massimale per impresa 12.000 € annui Tipologia di corsi Competenze per digitalizzazione, automazione, sostenibilità, efficienza dei processi L’iscrizione ai corsi avviene tramite il sistema SIUF attraverso il soggetto erogatore. Successivamente le imprese possono procedere alla presentazione della domanda. Le principali novità dell’edizione 2026 Tra gli aggiornamenti introdotti dal nuovo decreto si evidenziano: Obbligo di documentazione assicurativa relativa alla copertura contro rischi catastrofali. Modulo sulla dimensione aziendale da allegare in fase di domanda. Formazione a distanza (FAD) soggetta a obbligo di registrazione delle lezioni per eventuali controlli. Fruizione obbligatoria durante l’orario di lavoro , comprovata tramite Libro Unico del Lavoro (LUL) . Esclusione delle spese fatturate da soggetti con rapporti di controllo o collegamento societario. Rendicontazione entro 60 giorni per corsi conclusi prima dell’atto di concessione. L’apertura dello sportello è fissata per le ore 10:00 dell’8 gennaio 2026 , data dalla quale decorrono tutte le nuove regole di accesso e gestione. Perché è una misura strategica per il tessuto produttivo lombardo In un contesto industriale in cui l’automazione, l’AI applicata ai processi e la transizione ecologica stanno ridefinendo modelli e competenze, l’investimento sulla formazione rappresenta un elemento determinante per: aumentare la competitività delle imprese; supportare l’introduzione di tecnologie innovative; sviluppare competenze interne su digitalizzazione e sostenibilità; rafforzare la capacità di adattamento ai nuovi scenari normativi e industriali. Il voucher formativo contribuisce a colmare il divario tra innovazione tecnologica e competenze disponibili, promuovendo un approccio evolutivo e strategico alla crescita organizzativa.
- Accordi per l’Innovazione 2025: al via lo sportello per progetti di ricerca e sviluppo
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha ufficialmente aperto lo sportello per gli Accordi per l’Innovazione 2025 , uno degli strumenti cardine a sostegno della ricerca industriale e dello sviluppo sperimentale nel sistema produttivo nazionale. Con il decreto direttoriale del 27 ottobre 2025 , sono stati definiti i termini e le modalità per la presentazione delle domande. La dotazione complessiva ammonta a 731 milioni di euro , destinati a finanziare progetti di elevato contenuto tecnologico e innovativo. Chi può partecipare ai nuovi Accordi per l’Innovazione 2025 Possono accedere alle agevolazioni le imprese di qualsiasi dimensione , incluse quelle artigiane e i centri di ricerca , purché in possesso di almeno due bilanci approvati al momento della candidatura. È possibile presentare progetti in forma singola o congiunta (fino a cinque co-proponenti), con la facoltà di coinvolgere organismi di ricerca per lo sviluppo delle attività progettuali. Tipologie di intervento Gli Accordi per l’Innovazione 2025 finanziano progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale volti alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi, oppure al miglioramento significativo di soluzioni già esistenti. Gli interventi devono riguardare le aree tematiche individuate negli allegati 2 e 3 del decreto, riconducibili prevalentemente al comparto manifatturiero , digitale e delle telecomunicazioni . Per essere ammissibili, i progetti devono prevedere: Spese tra 5 e 40 milioni di euro ; Durata compresa tra 18 e 36 mesi ; Avvio delle attività successivo alla presentazione della domanda. Entità del contributo Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributo diretto alla spesa e, su richiesta, di finanziamento agevolato . L’intensità del contributo varia in base alla dimensione dell’impresa: 45% per le piccole imprese; 35% per le medie imprese; 25% per le grandi imprese. Il finanziamento agevolato , invece, può coprire fino al 20% dei costi ammissibili . È inoltre prevista una maggiorazione del 15% per specifiche condizioni previste dal regolamento europeo GBER . Tempistiche e modalità di presentazione Le domande potranno essere inviate esclusivamente in modalità telematica dalle ore 10:00 del 14 gennaio 2026 fino alle ore 18:00 del 18 febbraio 2026 . L’ammissione alla fase istruttoria avverrà sulla base della posizione nelle due graduatorie previste dal decreto ministeriale del 4 settembre 2025 . In sintesi , gli Accordi per l’Innovazione rappresentano una misura strategica per le imprese che intendono investire in tecnologie avanzate, digitalizzazione e nuovi modelli produttivi . Un’occasione significativa per rafforzare la competitività industriale italiana in un contesto europeo sempre più orientato alla ricerca e alla transizione tecnologica.
- 262 milioni per nuovi impianti fotovoltaici nel Mezzogiorno: il nuovo Avviso MASE per la transizione energetica delle imprese
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha pubblicato un nuovo Avviso pubblico da 262 milioni di euro destinato a sostenere la realizzazione di impianti fotovoltaici e termo-fotovoltaici per l’autoproduzione di energia nelle imprese del Mezzogiorno. La misura, prevista nell’ambito del Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività (PNRIC) 2021–2027, ha l’obiettivo di favorire la transizione verde e digitale del tessuto produttivo, rafforzando la competitività delle imprese attraverso l’adozione di soluzioni energetiche rinnovabili. Particolare attenzione è riservata alle piccole e medie imprese, cui è destinato il 60% delle risorse complessive, di cui almeno un quarto riservato a micro e piccole imprese. Destinatari e aree ammissibili per il nuovo Avviso MASE Possono accedere all’Avviso imprese di qualsiasi dimensione, incluse le reti d’impresa con personalità giuridica. I progetti devono essere localizzati in aree industriali, produttive o artigianali di Comuni con più di 5.000 abitanti situati nelle Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Interventi finanziabili L’agevolazione sostiene la realizzazione di: impianti fotovoltaici e/o termo-fotovoltaici destinati all’autoconsumo; sistemi di accumulo elettrochimico integrati, per migliorare la gestione e la stabilità dell’energia prodotta. L’iniziativa intende accelerare la diffusione delle energie rinnovabili nel Sud Italia, riducendo i costi energetici per le imprese e contribuendo al raggiungimento degli obiettivi nazionali di decarbonizzazione. Modalità di presentazione delle domande Le richieste di agevolazione dovranno essere presentate esclusivamente per via telematica, attraverso la piattaforma informatica che sarà resa disponibile sul sito del Gestore dei Servizi Energetici (GSE).Le candidature potranno essere inviate dalle ore 10 del 3 dicembre 2025 fino alle ore 10 del 3 marzo 2026 . La misura è gestita dalla Direzione generale programmi e incentivi finanziari del MASE, con il supporto tecnico-specialistico del GSE per la valutazione delle domande. Una misura strategica per il futuro energetico del Sud Come sottolineato dal Ministro Gilberto Pichetto, l’intervento rappresenta un segnale concreto per sostenere le imprese impegnate nel percorso di transizione alle rinnovabili, in particolare nelle Regioni del Mezzogiorno, considerate strategiche per il futuro energetico nazionale. Con un approccio orientato all’autoconsumo e all’efficienza, il nuovo Avviso MASE contribuisce a rafforzare la filiera produttiva, promuovendo modelli di crescita sostenibile e innovazione tecnologica.
- Pubblicato il nuovo decreto per la transizione ecologica nel settore dell’autotrasporto: 13 milioni di euro per il 2025
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 244 del 20 ottobre 2025 il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che introduce nuovi incentivi per sostenere la transizione ecologica delle imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi . Per il 2025 vengono stanziati 13 milioni di euro destinati al rinnovo e all’ammodernamento del parco veicolare, con l’obiettivo di favorire soluzioni di mobilità più sostenibili e a basso impatto ambientale . Investimenti ammissibili Il decreto individua tre principali categorie di interventi per i quali è possibile accedere ai contributi, fino all’esaurimento delle risorse disponibili: Acquisto (anche in leasing) di veicoli commerciali nuovi di fabbrica , con massa complessiva pari o superiore a 3,5 tonnellate, a trazione alternativa : Metano compresso (CNG) Gas naturale liquefatto (LNG) Ibrida (diesel/elettrico) Elettrica (full electric) Sono ammessi anche gli investimenti per dispositivi di riconversione di veicoli a motore termico in elettrici. Rottamazione di veicoli commerciali con massa pari o superiore a 3,5 tonnellate, con contestuale acquisto di nuovi veicoli conformi alle normative Euro VI step E, Euro 6 E ed Euro 6 E-bis .Il mezzo rottamato deve risultare intestato all’impresa richiedente da almeno un anno prima dell’entrata in vigore del decreto. Acquisto o leasing di rimorchi e semirimorchi nuovi di fabbrica destinati al trasporto combinato ferrovia-mare , conformi agli standard UIC 596-5 (ferroviario) e MSC479 (marittimo).I mezzi devono inoltre integrare dispositivi innovativi per l’efficienza energetica o la sicurezza, come elencato nell’Allegato 1 del decreto. Presentazione delle domande Le modalità operative , i termini di presentazione delle domande e la ripartizione dei fondi tra le diverse categorie di investimento saranno stabiliti con un successivo decreto del Direttore generale per la sicurezza stradale e l’autotrasporto , atteso entro 30 giorni dalla pubblicazione del provvedimento. Un’opportunità per le imprese di autotrasporto Questa misura si inserisce nel quadro degli interventi volti a ridurre le emissioni del trasporto pesante e promuovere un rinnovamento strutturale del comparto logistico , favorendo l’adozione di tecnologie più efficienti e competitive.
- Voucher Internazionalizzazione PMI 2026: la Regione Lazio sostiene l’espansione delle imprese sui mercati esteri
La Regione Lazio ha pubblicato il nuovo Voucher Internazionalizzazione PMI 2026 , una misura pensata per sostenere la partecipazione delle piccole e medie imprese regionali alle fiere internazionali di settore . Con una dotazione complessiva di 10 milioni di euro , a valere sui fondi FESR 2021–2027 , l’intervento punta a rafforzare la competitività del sistema produttivo laziale e ad accompagnare le aziende nel processo di apertura verso i mercati globali. Destinatari del contributo del Voucher Internazionalizzazione Possono accedere al bando tutte le piccole e medie imprese iscritte al Registro delle Imprese e con almeno una sede operativa attiva nel Lazio . L’obiettivo è incentivare l’internazionalizzazione delle realtà produttive locali, favorendo la loro presenza a eventi e manifestazioni che possano generare contatti commerciali e nuove opportunità di business. Tipologia e importo del contributo Il contributo a fondo perduto è concesso in forma di voucher di importo fisso pari a 15.240,00 euro per ogni fiera internazionale B2B alla quale l’impresa partecipa.Ogni beneficiario potrà presentare un solo progetto , che potrà includere la partecipazione fino a tre fiere internazionali , purché queste si svolgano interamente nel corso dell’anno 2026. Spese ammissibili Sono considerate ammissibili le spese relative alla partecipazione a fiere internazionali business to business . Una manifestazione è definita “internazionale” se: si tiene all’estero , oppure se svolta in Italia, è ufficialmente riconosciuta come “internazionale” nel calendario fieristico nazionale vigente. È inoltre necessario che la partecipazione avvenga con uno spazio espositivo proprio , e che l’impresa dimostri di avere un contratto diretto con l’ente organizzatore o, per eventi esteri, con agenzie specializzate. Scadenze e modalità di presentazione La procedura di candidatura si articolerà in due fasi: dal 21 ottobre 2025 sarà disponibile online la compilazione del formulario; dal 28 ottobre al 28 novembre 2025 sarà possibile inviare le domande ufficiali. La selezione delle istanze non seguirà la logica del “click day”, ma avverrà tramite graduatoria , sulla base del punteggio dichiarato dall’impresa nel formulario e dei criteri previsti dall’avviso. In sintesi , il Voucher Internazionalizzazione PMI 2026 rappresenta un’opportunità concreta per le imprese del Lazio che intendono consolidare la propria presenza sui mercati esteri, investendo in visibilità, relazioni commerciali e nuove traiettorie di crescita internazionale.
- Decontribuzione Sud: rifinanziamento triennale e coordinamento con ZES Unica
Analisi tecnico-operativa per imprese e advisor Quadro generale Il Governo ha confermato il rifinanziamento della Decontribuzione Sud per un orizzonte triennale con uno stanziamento complessivo stimato di circa 6 miliardi di euro . La misura mantiene l’impianto dell’ esonero dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per le posizioni di lavoro localizzate nel Mezzogiorno, con intensità decrescente lungo l’arco di programmazione e integrazione funzionale con la ZES Unica e con le politiche di coesione. Finalità: attenuare il cuneo contributivo nelle regioni meno sviluppate, sostenere nuova occupazione stabile e ridurre i differenziali di competitività territoriale. Ambito territoriale L’agevolazione si applica a datori di lavoro privati con unità produttive ubicate nelle regioni ammissibili (Mezzogiorno/ZES Unica). La fruizione è condizionata alla localizzazione effettiva della prestazione lavorativa e all’iscrizione contributiva coerente con la sede operativa. Platea e contratti agevolabili Datori di lavoro privati (esclusi i rapporti di lavoro domestico; per il settore pubblico si rimanda ai chiarimenti applicativi). Contratti a tempo indeterminato (anche trasformazioni da tempo determinato). Possibili moduli rafforzati per under 35 e donne in aree a bassa partecipazione al lavoro, ove previsti dai testi attuativi. Intensità dell’esonero (schema di decrescenza) L’agevolazione conserva una curva di de-escalation analoga ai precedenti regimi: aliquota più elevata nel primo anno del triennio e progressiva riduzione negli anni successivi, fino a una soglia residuale. Le percentuali definitive e gli anni di competenza saranno fissati nei provvedimenti attuativi (decreti + circolari INPS). Costi ammissibili e base di calcolo Oggetto dell’esonero: quota dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro dovuti per i lavoratori impiegati nelle unità meridionali. Esclusioni tipiche: premi e contributi dovuti all’INAIL; contribuzioni non previdenziali; addizionali non esonerabili. Massimali: possono operare plafond mensili per lavoratore e massimali annuali per impresa (cap) che saranno dettagliati nelle istruzioni INPS. Condizioni di legittima fruizione Regolarità contributiva (DURC) e rispetto dei CCNL comparativamente più rappresentativi. Assenza di violazioni in materia di sicurezza sul lavoro e rispetto del diritto al lavoro (art. 31 D.Lgs. 150/2015 e s.m.i.). Incrementalità occupazionale : ove richiesta, verifica del netto incremento rispetto alla media dell’organico di riferimento (al netto di dimissioni, pensionamenti, licenziamenti per giusta causa). Non cumulabilità con altri esoneri totali/parziali sulla medesima contribuzione ; resta possibile il cumulo sullo stesso costo con misure diverse purché riguardino voci differenti e nel rispetto dei massimali di aiuto. Coordinamento con ZES Unica e politiche di coesione La Decontribuzione Sud opera in complementarità con: incentivi agli investimenti materiali/immateriali in ZES Unica ; strumenti di politica industriale e programmazione 2021-2027 ; misure PNRR e transizione verde-digitale (nei limiti delle regole sugli aiuti). Le imprese dovranno curare l’allineamento documentale (delibere investimento, piani occupazionali, localizzazione, tracciabilità dei costi) per evitare sovrapposizioni e doppie imputazioni. Regime di aiuti e soglie L’esonero contributivo costituisce aiuto di Stato . A seconda dell’inquadramento che sarà ribadito dagli atti attuativi: potrà ricadere in un regime a finalità regionale (art. 107, par. 3, TFUE) con intensità differenziate per area; oppure avvalersi di GBER (Reg. 651/2014 e s.m.i.) o altri quadri orizzontali con obblighi di trasparenza nel Registro nazionale e, se applicabile, pubblicazione oltre determinate soglie.Resta fermo il divieto di aiuti a imprese in difficoltà (salvo deroghe specifiche) e il rispetto delle regole su cumulo e tracciabilità . Procedura operativa (workflow tipico) Verifica requisiti : inquadramento azienda, CCNL, unità produttive, eventuale incremento occupazionale richiesto. Mappatura del personale : eleggibilità per singolo lavoratore (residenza, sede di lavoro, data assunzione/trasformazione, inquadramento). Istanze telematiche INPS : richiesta del codice di autorizzazione e applicazione dell’esonero in UniEmens (conguaglio mensile). Contabilità e rendicontazione : contabilizzazione del beneficio, fascicolo aiuti (calcoli, DURC, documentazione contrattuale, report organico). Monitoraggio : controllo su massimali , cumuli e mantenimento dei requisiti per tutta la durata dell’esonero. Settori e esclusioni Saranno riproposte le clausole di esclusione già viste per taluni settori sensibili o regolamentati, nonché i limiti per lavoro domestico e rapporti di apprendistato (ove non compatibili). Sarà necessario verificare i codici ATECO e la coerenza con le policy ZES per eventuali priorità settoriali. Obblighi di conservazione documentale Contratti di lavoro e lettere di assunzione/trasformazione . Prospetti paga, UniEmens , estratti contabili contributivi. Evidenze di localizzazione (visure, SCIA, planimetrie, contratti di locazione, utility). Calcolo incremento occupazionale (se richiesto) e prospetto organico medio. Documentazione aiuti di Stato (dichiarazioni, registrazioni RNA, cumuli). Profili di rischio e controlli Errata localizzazione della prestazione lavorativa rispetto all’unità meridionale dichiarata. Cumuli non consentiti con altri esoneri sulla medesima contribuzione. Mancata incrementalità (quando prevista) o riduzione dell’organico entro i periodi di vincolo. Irregolarità DURC o violazioni in materia di sicurezza.Sono possibili recuperi del beneficio con sanzioni e interessi ; opportuno prevedere audit interni e un responsabile del procedimento . Tempistiche La decorrenza della fruizione, le finestre di accesso e gli adempimenti tecnici (codici causale, istruzioni UniEmens) saranno definiti da circolari INPS e dai decreti attuativi . Le imprese sono invitate a predisporre per tempo la documentazione e il set-up paghe.
- Chiusura di “Resto al Sud” e avvio delle nuove misure “ACN” e “Resto al Sud 2.0”
Con la circolare n. 37 del 23 settembre 2025 , pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 228 del 1° ottobre 2025 , il Ministero ha annunciato la chiusura definitiva dello sportello “Resto al Sud” e l’avvio di una nuova fase di incentivi destinati all’imprenditorialità nel Mezzogiorno. Fine di un ciclo: la chiusura di Resto al Sud A partire dal 15 ottobre 2025 , non sarà più possibile presentare nuove domande per l’incentivo “Resto al Sud”.La misura, introdotta nel 2017, ha sostenuto migliaia di iniziative imprenditoriali, rappresentando uno degli strumenti più significativi per la nascita e il consolidamento di imprese nel Sud Italia.La chiusura dello sportello segna la conclusione di un capitolo importante per le politiche di autoimprenditorialità giovanile e femminile, ma apre la strada a un nuovo quadro di interventi. Le nuove misure: “ACN” e “Resto al Sud 2.0” La stessa circolare dispone, sempre a decorrere dal 15 ottobre 2025 , l’attivazione di due nuovi strumenti: “ACN” (Autoimprenditorialità e Crescita nel Mezzogiorno) “Resto al Sud 2.0” , introdotto dal decreto-legge n. 60/2024. Le due misure rappresentano l’evoluzione naturale del percorso di sostegno all’impresa nel Mezzogiorno, con un’attenzione più marcata alla crescita, alla digitalizzazione e alla sostenibilità dei progetti imprenditoriali. È tuttavia importante sottolineare che si è ancora in attesa della pubblicazione dei provvedimenti attuativi , che definiranno i requisiti di accesso, le modalità di presentazione delle domande e la documentazione necessaria per l’erogazione delle agevolazioni.
- Nuovo avviso MIMIT per l’area di crisi di Termini Imerese: opportunità da 15 milioni per imprese e territorio
Nuovo avviso MIMIT per il rilancio dell’area industriale di Termini Imerese Con la circolare direttoriale del 22 settembre 2025, n. 0002201 , il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato un nuovo avviso pubblico per la selezione di iniziative imprenditoriali nel territorio dell’area di crisi industriale complessa di Termini Imerese . La misura, attuata nel quadro della legge n. 181/1989, mette a disposizione 15 milioni di euro per sostenere il rilancio produttivo e la riqualificazione del tessuto industriale locale, promuovendo la nascita e lo sviluppo di nuovi progetti d’impresa. Finalità e obiettivi dell’intervento L’iniziativa mira a rafforzare la competitività del territorio, favorendo la realizzazione di nuove iniziative imprenditoriali e l’ampliamento di attività già esistenti.L’obiettivo è quello di attrarre investimenti in grado di generare un impatto positivo sull’economia locale, sostenendo la crescita occupazionale e l’innovazione nei processi produttivi. Le risorse stanziate sono destinate a finanziare programmi di investimento volti al miglioramento delle performance industriali e ambientali, con particolare attenzione a progetti orientati all’efficienza energetica, alla digitalizzazione e alla sostenibilità. Soggetti beneficiari Possono accedere alle agevolazioni: imprese di capitali , già costituite e operative; società cooperative e società consortili ; reti di imprese , costituite da un minimo di tre a un massimo di sei soggetti. Per le imprese singole, l’investimento minimo ammissibile è pari a 1 milione di euro .Nel caso di reti di imprese, ciascun partecipante deve sostenere un investimento non inferiore a 400.000 euro , nel rispetto dei requisiti complessivi previsti dal bando. Tipologie di progetti ammissibili Saranno ammesse nel Nuovo avviso MIMIT le iniziative che prevedono: la realizzazione di nuovi impianti produttivi o l’ampliamento di quelli esistenti; interventi di innovazione di processo, di prodotto o organizzativa ; programmi di ricerca e sviluppo industriale; progetti di formazione per la qualificazione del personale. Le agevolazioni potranno essere concesse sotto forma di contributo in conto impianti , contributo alla spesa e finanziamento agevolato , nel rispetto delle intensità massime previste dalla normativa. Modalità e tempistiche per la presentazione delle domande Le domande di accesso potranno essere presentate a Invitalia a partire dalle ore 12:00 del 30 ottobre 2025 ed entro le ore 12:00 del 15 gennaio 2026 . La procedura è di tipo valutativo a sportello : le istanze saranno esaminate in ordine cronologico e ammesse alle agevolazioni fino all’esaurimento delle risorse disponibili. Un’opportunità per il rilancio del territorio Il nuovo bando rappresenta un’importante occasione per imprese già presenti e per nuovi investitori che intendono contribuire alla reindustrializzazione di Termini Imerese .Attraverso un approccio integrato che combina investimenti produttivi, innovazione e formazione, la misura mira a favorire la rinascita economica e occupazionale di un territorio strategico per l’economia siciliana.
- Private Equity e Venture Capital in Italia: raccolta in calo, ma gli investimenti crescono
Nel primo semestre 2025, il mercato italiano del private equity e del venture capital ha mostrato un andamento a due velocità. Da un lato, la raccolta di capitali ha subito un significativo rallentamento, segnando un calo del 40% rispetto allo stesso periodo del 2024. Dall’altro, gli investimenti effettuati hanno registrato una crescita solida, confermando la capacità di resilienza degli operatori del settore. Raccolta: forte contrazione Secondo i dati diffusi da AIFI , in collaborazione con PwC Italia , la raccolta complessiva si è attestata a 1,7 miliardi di euro , contro i 2,8 miliardi dello scorso anno. Hanno partecipato 29 operatori , in aumento rispetto ai 18 del 2024, con un apporto significativo del settore pubblico e dei fondi istituzionali (26% del totale). Private Equity e Venture Capital, investimenti: trend positivo Nonostante la contrazione della raccolta, il volume degli investimenti è cresciuto. Nel primo semestre 2025, gli operatori hanno immesso nel mercato italiano 5,2 miliardi di euro , con un incremento del 17% rispetto al 2024. In totale, sono state realizzate 370 operazioni (+24% sul 2024), distribuite su 244 società. Da segnalare la presenza di 5 operazioni superiori ai 150 milioni di euro , che hanno trainato la crescita del comparto. Focus settoriale Il settore più dinamico per numero di operazioni è stato l’ ICT , con il 35% delle transazioni totali, seguito dal medicale (14%) e dai beni e servizi industriali (12%).In termini di ammontare, invece, ha prevalso il comparto energia e ambiente , che ha raccolto 1,6 miliardi di euro (31% del totale), seguito dai beni e servizi industriali (18%) e dall’ICT (16%). Distribuzione geografica Il mercato continua a essere fortemente concentrato nel Nord Italia , dove si è realizzato il 75% delle operazioni, pari a 244 transazioni. La Lombardia si conferma la regione leader (47% del totale), seguita da Toscana (9%) ed Emilia-Romagna (8%). Disinvestimenti Sul fronte dei disinvestimenti, il valore complessivo è salito a 2,7 miliardi di euro , in crescita del 15% rispetto al 2024. Il canale più utilizzato resta la cessione a soggetti industriali , che ha rappresentato il 39% del totale, con 29 operazioni. Conclusioni Il quadro che emerge è quello di un mercato in trasformazione: se da un lato la contrazione della raccolta riflette le difficoltà macroeconomiche e l’incertezza internazionale, dall’altro lato gli investimenti crescono e mostrano la fiducia degli operatori nel tessuto imprenditoriale italiano .Le imprese, in particolare nei settori ICT, energia e ambiente, continuano a rappresentare un terreno fertile per gli investitori, anche grazie alla crescente attenzione verso innovazione, digitalizzazione e transizione green.
- Bilancio di Sostenibilità: nuove regole e tempi di adeguamento per le imprese italiane
Un quadro normativo in evoluzione Il contesto normativo europeo sulla sostenibilità aziendale è in piena trasformazione. Con l’approvazione del Decreto Legge n. 95/2025 (cosiddetto Decreto Economia ), convertito poi nella Legge n. 118/2025 , l’Italia ha recepito la direttiva europea “stop the clock” (UE 2025/794), ridefinendo in modo significativo il calendario per l’adozione del bilancio di sostenibilità . Questa scelta non riduce il numero di imprese coinvolte, ma concede un tempo di preparazione più lungo, offrendo alle aziende l’occasione per strutturarsi meglio e trasformare un obbligo normativo in una leva strategica. Rendicontazione ESG: il nuovo calendario per il bilancio di sostenibilità. La nuova tempistica distingue nettamente tra le diverse categorie di imprese: Grandi imprese di interesse pubblico Per le società quotate e gli enti di interesse pubblico con oltre 500 dipendenti, non cambia nulla . L’obbligo di rendicontazione rimane a partire dall’esercizio 2024, con la pubblicazione del primo bilancio di sostenibilità nel 2025. Altre grandi imprese Per le grandi imprese che non erano già soggette alla dichiarazione non finanziaria , l’entrata in vigore è stata rinviata di due anni . Il primo report sarà quindi relativo all’esercizio 2027, da pubblicare nel 2028. I requisiti dimensionali per rientrare in questa categoria restano quelli previsti dalla normativa europea: due esercizi consecutivi con superamento di almeno due dei tre parametri (25 milioni di attivo, 50 milioni di ricavi, 250 dipendenti medi). PMI quotate Le PMI con titoli negoziati in mercati regolamentati beneficeranno di un rinvio ulteriore: il primo esercizio da rendicontare sarà quello del 2028, con pubblicazione nel 2029. Le microimprese restano escluse. Le altre novità del decreto Oltre al posticipo delle scadenze, il nuovo assetto normativo tocca altri aspetti rilevanti: Semplificazione degli standard ESRS : l’Efrag ha avviato una revisione che mira a ridurre il numero di informazioni da comunicare, alleggerendo così gli oneri per le imprese e rendendo la raccolta dati più accessibile. Definizione giuridica di “gruppo” : è stata recepita la definizione della Direttiva UE 2013/34, con l’obiettivo di chiarire i perimetri di consolidamento e le responsabilità nella redazione dei bilanci di sostenibilità. Interazione con la Direttiva CSDDD ( Corporate Sustainability Due Diligence Directive ): anche qui sono previsti slittamenti, con obblighi che scatteranno dal 2028 per le grandi imprese e dal 2029 per le altre aziende coinvolte. Un’opportunità da cogliere Il rinvio non deve essere inteso come una sospensione, ma come un’occasione per prepararsi meglio . Le aziende hanno ora più tempo per: strutturare processi interni di raccolta e gestione dei dati ESG; adottare strumenti digitali per il monitoraggio; formare il personale sulle nuove competenze richieste; integrare i criteri ESG nella pianificazione strategica. Agire subito significa trasformare un adempimento in un vantaggio competitivo: più trasparenza verso investitori e clienti, più facilità nell’accesso al credito, maggiore attrattività verso talenti e partner. Conclusioni Il nuovo calendario per il bilancio di sostenibilità rappresenta un momento cruciale per le imprese italiane. Chi sceglierà di sfruttare questo tempo non come proroga, ma come investimento nella propria governance e nella propria reputazione, sarà pronto non solo a rispettare gli obblighi futuri, ma anche a rafforzare la propria posizione sul mercato.











